giovedì 14 novembre 2013

LETTA E LE MENZOGNE TRIONFANTI

Moody e OCSE dicono che nel 2014 il PIL italiano aumenterà circa dell'1%, e subito Letta da una parte si intesta questo risultato e dall'altro lo identifica come un dato positivo. 
Tuttavia, penso che si dovrebbe argomentare sul perchè si tratti di un risultato positivo. Io, pur concedendo a titolo di ipotesi su questa crescita, lo considero un dato molto negativo. Dopo anni di feroca decrescita e dopo decenni di stasi, obiettivamente questo risultato è assai deludente, soprattutto quando lo si consideri assieme all'intero quadro delle previsioni...

Si capisce che per andare da -2 a +4, si passi per il +1%, ma se invece le previsioni sono che nel 2015 le cose al più andranno come nel 2014, allora si capisce che l'Italia si incammina nel cronicizzare, cioè nel rendere definitvo un quadro economico depressivo. Non assisteremo neanche ad un fugace e modesto rimbalzo, nulla, solo il fatto che il fondo è probabilmente stato giùà toccato, ed ora rimarremo su questo fondo. 
Sia chiaro, a me il livello assoluto del PIL non interessa, a me interesserebbe piuttosto una crescita dell'occupazione anche a PIL invariato, mentre tutte le evidenze sono per una modestissima crescita ma in un quadro di perdurante o forse perfino aggravata disoccupazione. 
Non importa, qualcuno dei suoi padrini deve avere suggerito ad Enrico Letta di  declamare i suoi successi, soprattutto quando essi sono assenti: più non ci sono, più bisogna esternarli, tentare di dire menzogne ripetutamente sperando, come del resto purtroppo effettivamente spesso accade, che esse nel pensare comune diventino magicamente realtà. 
Letta ci propina le sue pillolette di idiozie si può dire quotidianamente. Ieri, ci dice che nello scorso aprile la democrazia italiana era in pericolo. Tentando di restituire a bersani le parole di stime che egli gli aveva rivolto, letta ha detto che il sacrificio di bersani era necessario. Bersani doveva provare a fare un'alleanza col M5S. per poi verificarne l'impossibilità. 
Si dovrebbe allora chiedere a Letta perchè questo tentativo non è stato esperito, e da quali riscontri sperimentali egli trae la convinzione che questo tentativo sia fallito. A chi guarda ai fatti, risulta piuttosto che Napolitano ha impedito a Bersani di andare in parlamento a cercarsi una maggioranza, così le evidenze mostrerebbero che è stato Napolitano a sbarrare la strada a Bersani, quello stesso Napolitano che è stato poi rieletto dopo la famosa storia dei 101, e che infine ha designato proprio Enrico Letta a premier.
Forse Letta voleva dire che c'erano persdonalità pronte a mettere a rischio la democrazia di questo paese allo scopo di portare a termine un disegno evidentemente antidemocratico con la riconferma (per la prima volta) di un capo dello stato tra l'altro di 88 anni, e di potere dare alla luce un governo di larghe intese che potesse eseguire il completamento della distruzione del tessuto produttivo di questa nazione in obbedienza a potenze straniere, chiamando a dirigerlo un premier fantoccio, ed infine giocando in maniera spregevole sulla questione della legge elettroale, da una parte sollecitandola continuamente, e dall'altra mandando la Finocchiaro a bloccare tutto per potere mantenere in vita tale governo. 
Fino a quando la menzogna regnerà incontrastata in questo sventurato paese?

Nessun commento:

Posta un commento